La Pasquella di Natale, da principio a Carnevale

Sono particolarmente orgoglioso del video che accompagna questo articolo.
L’ho realizzato il sei gennaio 2011, seguendo con mia moglie Katuscia il gruppo delle tradizioni popolari maceratesi Pitrió’ mmia per le strade di Montecarotto di Ancona nell’ambito della Rassegna nazionale della Pasquella.
Quella che ascoltate è la Pasquella tipica dell’entroterra del maceratese, seguita da una sana saltarellata alla petriolese.

Cos’è la Pasquella?
La Pasquella è un canto rituale di questua dalle origini antichissime tipico dell’Epifania dove i suonatori questuanti portano  di casa in casa l’annuncio della venuta del Bambin Gesù, augurano la fortuna per l’anno entrante e chiedono in cambio cibo e vino.
Il canto ha una struttura codificata sin da tempi immemorabili, ma spesso e volentieri i suonatori che lo eseguivano, quando si presentava l’occasione, aggiungevano all’impronta nuove strofe relative al luogo dove si trovavano o a fatti memorabili lì accaduti.
Ricorda Domenico Ciccioli del gruppo Pitrió’ mmia che nel passato, quando la tradizione della Pasquella era ben radicata, c’era sempre molta attesa, nelle case del contado, per i suonatori della Pasquella, che venivano puntualmente accolti con allegria e generosità.

Com’era la Pasquella?
I suonatori arrivavano in ogni casa, chiedevano con cerimoniale cortesia il permesso di poter suonare la Pasquella (permesso che veniva negato solamente nelle case col lutto, dove comunque veniva offerto qualche dono), la famiglia si riuniva e, mentre tutta la gente ascoltava il canto e l’organetto, la vergara (la moglie de lu vergà’) si preoccupava di prendere doni in natura da dare ai suonatori.
Quando l’atmosfera era propizia, si faceva anche qualche stornellata di saltarello.

Nel periodo della Pasquella  s’era ultimata da pochissimo la pista, ossia l’uccisione del maiale e la lavorazione delle sue carni (altro rituale sentitissimo nelle nostre campagne, che si doveva effettuare assolutamente durante la luna vòna, ossia luna calante, ma questo è un altro discorso), per cui i suonatori ricevevano spesso in dono anche qualche salciccia.
Nessuno dava mai denaro ai suonatori: l’usanza era quella di dare omaggi in natura.
Il denaro, d’altronde, non era una cosa molto presente nelle povere case dei contadini di allora.
Solo in epoca recente, dagli anni sessanta in poi, dopo la rinascita della tradizione della Pasquella in un mondo totalmente nuovo e diverso rispetto a quello dove per secoli si era eseguito il canto rituale, è venuta l’abitudine di offrire denaro.
Parliamo di rinascita in quanto dopo la guerra, ricorda sempre Domenico, la tradizione della Pasquella andò gradatamente scemando fin quasi a scomparire, anche se il brano continuava a tramandarsi oralmente.
La pace ritrovata e la conclusione di un orrore che era sembrato non finire mai, i tanti lutti, le ristrettezze, fecero sì che la voglia di ricominciare daccapo, di dimenticare il passato e la tremenda miseria, fecero anche dimenticare i canti popolari della tradizione, che cedettero il passo alla canzone moderna.

Oggi noi dobbiamo ringraziare Domenico Ciccioli, Giuseppe Pierantoni e pochi altri che, come loro, testardamente conservarono il fiore della tradizione popolare affinché non morisse e che sul finire degli anni 60 finalmente crearono l’occasione per far rinascere un’usanza antichissima che altrimenti si sarebbe persa.
Operazione di recupero e rivalutazione che fu poi continuata da Gastone Pietrucci, che da trent’anni si adopera nel territorio della Marca centrale per tenere questo ed altri fiori ben rigogliosi.
Fiori che han gettato semi, che hanno fatto nascere altri fiori.

Ma di questo parleremo in futuro.
Nel frattempo, buon Natale da parte del gruppo Pitrió’ mmia, i cui membri saranno tra i figuranti del Presepio vivente che verrà allestito nel Chiostro di Sant’Antonio a Pollenza MC il 6 gennaio 2012, dove eseguiranno canti tradizionali natalizi e, naturalmente, la Pasquella.

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Informazioni su orastrano

Mi chiamo Carlo Natali e faccio parte del laboratorio di musica e poesia l'Orastrana, attivo nell'area del maceratese sin dal 1993. Collaboro con il gruppo delle tradizioni popolari maceratesi Pitrió' mmia del quale gestisco, insieme a mia moglie Katuscia, la pagina web.
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9 risposte a La Pasquella di Natale, da principio a Carnevale

  1. Pingback: Le foto di Pitrió’ mmia al presepe vivente di Pollenza MC | Pitrió' mmia

  2. ..qui già si pensa alla Primavera! E una bella serenata presso un’orto (urbano), giusto per far spuntare bene piantine, sementi e bei pensieri solidali? L’appuntamento è sul finire di marzo in data da definirsi appunto per un “concertino acustico per l’orto che cresce”: potreste essere presenti?

  3. Pingback: Pitrió’ mmia alla XXIX Rassegna nazionale della Pasquella di Montecarotto | Pitrió' mmia

  4. paola ha detto:

    salve!! potreste scriverci il testo della pasquella di natale??

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