Il Festival delle tradizioni a Santa Croce di Mogliano MC

La Chiesa di Santa Croce o del SS. Crocifisso d’Ete a Mogliano di Macerata è nel bel mezzo della campagna, vicino a un ansa del torrente Ete Morto all’incrocio tra le due antiche strade che portavano e portano tuttora a Montegiorgio e a Francavilla d´Ete, un trivio  era su una strada allora assai importante, poiché portava a Fermo.
Là c’era una edicola votiva con affrescato un Crocefisso con il Padre Eterno reggente e i Santi Caterina d’Alessandria e Giacomo Apostolo con le chiavi del pellegrino, di autore anonimo.

La gente del posto si tramanda prima dell’anno 1578 l’edicola era da anni trascurata.
Poi, raccontano, durante un temporale primaverile una pastorella cercò riparo per sé e per i suoi maiali sotto l’edicola ma una voce la intimò di andarsene da quel luogo di adorazione.
Tornò spaventata in paese a raccontare l’accaduto e la notizia si sparse rapidamente pel contado e così l’edicola tornò ad essere luogo di venerazione.
In breve andarono moltiplicandosi i prodigi attribuiti a questa icona per cui se ne interessò l’arcivescovo di Fermo che, viste le offerte copiose, decise di far realizzare là un edificio più grande, l’attuale Chiesa, i cui lavori iniziarono l’11 novembre 1579.

Nella prima metà del settecento un tale Marcelli vi custodì, portandola da Roma, una reliquia della Croce di Cristo che la leggenda vuole ritrovata dall’Imperatrice Sant’Elena il 3 maggio del 326.
Da allora, il 3 maggio di ogni anno si celebra la festa titolare della chiesa, ricordata dai moglianesi con mercato e gioiosa scampagnata nel meraviglioso prato che circonda l’edificio.

Recentemente, ci piace ricordarlo, la Chiesa è stata il set cinematografico della scena del matrimonio del film Il cuore grande delle ragazze” di Pupi Avati.

È in questo luogo ricco di fascino che dal 23 al 26 agosto 2012 si terrà il Festival delle Tradizioni, a cura della associazione Amici di Santa Croce con la collaborazione della Confraternita del SS. Sacramento, custode della chiesa, e del Comune di Mogliano, che ha in comodato d’uso l’intero parco fluviale dell’Ete Morto.
Durante tutto il corso della manifestazione sarà possibile rivedere antichi lavori della campagna come la mungitura a mano, l’intrecciatura dei cesti e dei cappelli di paglia, la scartocciatura del granoturco e tante altre piccole grandi cose del nostro faticoso passato.
I piatti del giorno saranno ogni volta diversi e rigorosamente tradizionali: frascarelli al ragù, pappardelle al cinghiale, fagioli con le cotiche, i “moccolòtti de lo vàtte'” e l’immancabile polenta.

Domenica 26 agosto, alle 17.30, nell’ambito del Festival, si terrà anche un Galà dell’organetto, dove potrete ascoltare i migliori tra gli organettisti del maceratese e del fermano, tra i quali ci sarà anche Massimo Zafrani del gruppo delle tradizioni popolari maceratesi Pitrió’ mmia, l’ultimo suonatore di organetto al modo di Petriolo di Macerata.

Santa croce a Mogliano MC - Foto di Carlo Natali

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Informazioni su orastrano

Mi chiamo Carlo Natali e faccio parte del laboratorio di musica e poesia l'Orastrana, attivo nell'area del maceratese sin dal 1993. Collaboro con il gruppo delle tradizioni popolari maceratesi Pitrió' mmia del quale gestisco, insieme a mia moglie Katuscia, la pagina web.
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