Aspettando il Cantamaggio a Petriolo di Macerata

Oggi poco ricordato, Domenico Spadoni di Macerata (24 luglio 1871 – 28 febbraio 1944) è stato un personaggio molto attivo a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Fu eminente storico dell’età napoleonica e risorgimentale, studioso di economia rurale, direttore della Biblioteca dell’Ateneo di Macerata, fondatore e redattore di riviste come “La Provincia Maceratese”, “La Campana” e “Rivista Marchigiana Illustrata”, co-fondatore insieme al fratello Giovanni del Museo Marchigiano del Risorgimento di Macerata e del primo Comitato Regionale Marchigiano della Società Nazionale per la Storia del Risorgimento Italiano.
Ma fu contemporaneamente grande cultore del dialetto maceratese, in cui compose da giovane alcuni versi che furono pubblicati nelle riviste del tempo (raccolti verso gli anni trenta in una edizione dal titolo “A lu témpu de prima”).
Organizzò inoltre, a partire dal 1905, i primi Convegni Marchigiani di poeti dialettali.

Per la notevole collana sulle tradizioni popolari italiane di Giuseppe Pitrè compose un volume tutto dedicato alla sua terra, dove raccolse alcuni articoli che aveva scritto in precedenza assieme ad altri nuovi.
Ed è proprio in quel volume, datato 1899, che troviamo, in un passaggio del capitolo intitolato “Il canto del Maggio”, la descrizione del canto rituale di questua del Cantamaggio nel maceratese, che riportiamo di seguito.

[…] E i nostri contadini, che vedono la terra rispondere con lusinghiera promessa alle loro fatiche, non possono rimanere indifferenti dinanzi a tanto risveglio, a tanto spasimo d’amore, a tanta festa dell’universa natura e salutano con allegria la venuta del maggio. Fino ai giorni nostri, comitive di rusticani trovatori nell’ultimo d’aprile si mettevano in giro per la campagna e, sostando di casa in casa, recavano ai buoni villici con canto e suoni la lieta novella. Al loro apparire i fanciulli, i vecchi e le belle forosette si affacciavano alla loggia, circondavano la comitiva, che faceva far loro delle matte risate, avendo per tutti una stroffetta spiritosa da cantare. Alla fine veniva ad essi offerto un bicchier di vino e venivano regalati d’uova o di caciottelle, onde ai ritorno buona quantità ne avevano radunate.
[…] Sono questi gli ultimi echi d’un vecchio mondo, cui noi già diciamo addio per sempre, son gli ultimi ricordi di tempi, che eran pure sì belli nella loro semplicità e nelle loro costumanze gioconde e pittoresche. La vita, sfrondata delle antiche illusioni ed abitudini, si fa seria e monotona, e a noi, figli del secolo delle macchine e del materialismo, non resta che un vuoto, un «desiderio vano de la bellezza antica».
[Domenico Spadoni in “Alcune costumanze e curiosità storiche Marchigiane”, Volume XVI della collana “Curiosità popolari tradizionali pubblicate per cura di Giuseppe Pitrè” (Torino-Palermo, Carlo Clausen, 1899)]

Tutto questo per dirvi che domenica 12 Maggio 2013 a Petriolo di Macerata concretizzeremo per un giorno il «desiderio vano de la bellezza antica» e faremo il Cantamaggio.
Presto saprete tutti i dettagli.

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Informazioni su orastrano

Mi chiamo Carlo Natali e faccio parte del laboratorio di musica e poesia l'Orastrana, attivo nell'area del maceratese sin dal 1993. Collaboro con il gruppo delle tradizioni popolari maceratesi Pitrió' mmia del quale gestisco, insieme a mia moglie Katuscia, la pagina web.
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