VIII edizione delle Cantinette a Petriolo MC, dall’8 al 10 novembre 2013

Petriolo - Cantinette 2013Prima del bar, o come lo chiamano ancora in dialetto “lu caffè”, il luogo principale per socializzare era la cantina.
Era lì che ci si ritrovava la sera a chiacchierare, cantare stornelli, giocare a carte o altri passatempi come “lu prìngipe” (chiamato anche “passatella” e famoso perché venne vietato da Papa Sisto V, che non lo vedeva di buon occhio), mangiare e bere.
Vino, ovviamente. perché quello c’era.
Quando a novembre nelle cantine si aprivano le botti nuove, per segnalarlo ai potenziali avventori era d’uso esporre sull’arco della porta “lu màgghjiu”, ossia un bel ramo d’alloro.

In tutti i paesi le cantine erano assai numerose.
Grazie a una poesia del maestro Casindo Comodo (1912 – 1991) contenuta nella sua raccolta “‘N-zaffìttu de mastrici” abbiamo la lista completa delle cantine qui a Petriolo nel periodo tra le due guerre.
C’era in piazza la cantina delle due sorelle Mappone, c’era la cantinetta de Lu Tappu, c’era quella di Pressede -che vendeva anche generi alimentari- e di fronte a lei c’era quella di Nina e Maria -famosa per il vino sempre fresco, entrambe vicino all’arco di Porta Nuova, c’era giù per la strada “Capecciara” il “Cantinone” (che poi diventò teatrino, ma che tra la gente continuò fino ad epoca recente ad essere chiamato così) e poi c’era Sisti, proprio fuori le mura, davanti l’arco di Porta Nuova, famosa in seguito per il nome di Arsì, che la tenne aperta resistendo tenacemente alla furia della modernità fino a cinque anni fa (qui potete trovare il video dell’intervista che le fece il compianto Gabor Bonifazi assieme a Giorgio Bastianelli poco prima della chiusura).
Arsì, l’ultima cantina della provincia di Macerata.

Petriolo MC - Cantinette 2013A Petriolo, da ormai otto anni a questa parte, festeggiamo l’apertura delle botti con la Festa delle Cantinette, dove lo spirito dei tempi andati torna ad affacciarsi per i vicoli de lu castéllu (come chiamiamo il centro storico) e le porte delle cantine vengono aperte di nuovo, per tre giorni.

Ovviamente non tutte le cantine saranno quelle di ottant’anni fa, elencate da Comodo nella sua poesia.
Qualcuna la troverete una porta più avanti, qualcuna avrà cambiato nome.
La cantina delle Mappone, ad esempio, la troverete al suo posto con il nome di “cantina de li ‘ngappucciàti”, col suo buon vin brulè come lo facevano le due note sorelle.
La cantina “de li combattènti”, anche questo ritrovo storico all’interno delle mura, pur non essendo nella lista di Comodo perché aperta appena dopo la guerra, la troverete lì dov’era, com’era una volta.
La cantina de Sisti -o de Arsì- sarà anche quella aperta, con il suo arredo originale e le mura pregne di piccole grandi storie e di ricordi indelebili di tempi, sì, assai duri ma certo più a misura d’uomo.

Petriolo MC – Cantinette 2013L’appuntamento per quest’anno va dall’8 al 10 novembre.
Sopra le porte delle cantine tornerà “lu màgghjiu” e per i vicoli ci saranno stornellatori tradizionali, musicisti di strada e giocolieri.
E non è tutto.
Va bene che, come recita un proverbio, “lo vi’ adè ménzo pa’” (il vino è mezzo pane), ma ce n’è un altro che dice che a stomaco vuoto “lo vi’ prima va jó’ e ppó’ rvène sù” (il vino prima scende e poi sale), per cui in giro per le cantine potrete trovare da mangiare parecchie ghiottonerie della tradizione della nostra terra, dalle castagne ai “tùtuli” (pannocchie di granturco alla brace), dalla crescia (rosmarino o cipolla oppure col prosciutto) alle frittelle, dal tipico piatto petriolese “lu cuticùsu” (zuppa di fave, ricetta popolare esclusivamente petriolese della quale andiamo particolarmente orgogliosi) ai “frascarélli” (che qualcuno chiama impropriamente riso in polenta), alla trippa e ai vincisgrassi.

Il gruppo di portatori delle tradizioni popolari maceratesi Pitrió’ mmia sarà ovviamente presente alla festa con i suoi cantori e suonatori tradizionali e con quelli dell’ultima generazione.
Potrete incontrarli domenica pomeriggio in giro per il paese, prima dell’omaggio ai poeti vernacolari che L’Orastrana terrà alla ex chiesa del Suffragio.

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Informazioni su orastrano

Mi chiamo Carlo Natali e faccio parte del laboratorio di musica e poesia l'Orastrana, attivo nell'area del maceratese sin dal 1993. Collaboro con il gruppo delle tradizioni popolari maceratesi Pitrió' mmia del quale gestisco, insieme a mia moglie Katuscia, la pagina web.
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