A Monsano la Pasquella – Convegno sulla Tradizione nel tempo

Nel corso della manifestazione “A Monsano – La Pasquella” , tenutasi a gennaio 2025 per la sua ventesima edizione, si è svolta la conferenza “La Pasquella: riti e tradizione nel tempo”. La conferenza, coordinata da Stefano Fabbroni per l’Ass. Lottava Rima, ha visto il confronto e una tavola rotonda di ricercatori, musicisti e appassionati impegnati da anni nella ricerca e nella valorizzazione della musica della tradizionale orale e contadina marchigiana.

locandina a monsano la pasquella

Nell’introduzione della conferenza, curata da Stefano Fabbroni, si sono toccati temi generali che andavano oltre la dimensione musicale e performativa: il rapporto tra il calendario contadino e i canti di questua e le origini precristiane, la simbologia ad essa connessa; gli elementi del cibo, del dono, della poesia e teatro nei riti di passaggio e dei morti; il concetto di tempo circolare e la continuità tra mondo dei vivi e dei morti nei riti di passaggio.

Andrea Vincenzetti ha aperto le testimonianze presentando Il viaggio della Pasquella di Petruccio il Musico, un contributo che ha intrecciato elementi storici e letterari della tradizione orale, insieme all’incontro con i maestri e portatori, fra i quali ha ricordato anche Dario Toccaceli e il repertorio con lui condiviso e riscoperto. Gianluca Gioia e Danilo Donninelli hanno approfondito il tema della riscoperta del repertorio delle Marche centrali, e le loro ricoperte pubblicate in passato nei CD de la Marca Eurofolk insieme ad altri ricercatori come Gianni Donnini, soffermandosi sull’importanza delle raccolte sul campo e sulla trasmissione orale; la diversità ed incontro come valore fondante di questi riti spesso sepolti, ma ancora vivi.

Roberto Governatori ha illustrato La Pasquella e le suonate tradizionali del Fermano, in particolare della Valdaso, con particolare accento sui suoi maestri popolari e ispirazioni musicali e il gioco e divertimento che ancora oggi alimentano la sua passione e costante presenza; mentre Simone Morotti ha dedicato il suo intervento alla figura di Pasqualón, il cantore popolare pesarese che, con la sua voce e la sua umanità, ha incarnato e ancora palpita nello spirito della poesia popolare pesarese.

In chiusura, Stefano Fabbroni ha ricordato la figura di un altro poeta, Alfonso Leopardi, autore, animatore e raccoglitore di Pasquelle nell’area del Chienti e del Fiastra, nella seconda metà dell’Ottocento, sottolineando sia i punti di contatto che le divergenze della tradizione della pasquella ginesina e i testi e i documenti arrivati fino a noi e le attuali forme del rito di questua della Pasquella condivise dai gruppi attuali, portatori della tradizione.

Intervento di Massimo Zafrani per i Pitriò’mmia

Durante il convegno è intervenuto Massimo Zafrani per il gruppo Pitriò’mmia. All’inizio dell’intervento, tutti i numerosi presenti hanno tributato un caloroso omaggio alla figura di “Dumì” , recentemente scomparso e insieme a Massimo è iniziato il ricordo anche degli altri membri storici come Lina Marinozzi Lattanzi, Nazareno “Fifo” Saldari e Giuseppe Pierantoni, Nazzareno Pesallaccia che ne videro la fondazione.

E proprio parlando delle memorie sui primordi del Gruppo, Massimo ha sottolineato come la Pasquella di Petriolo, interpretata dai Pitriò’mmia, fosse stata la canzone fondativa, presente nel repertorio sin dagli inizi, uno dei brani più sentiti e riproposti; costantemente apprezzata nel tempo.

Foto “A Monsano la Pasquella” – Massimo Zafrani e Domenico Ciccioli- thanks to Roberto Raponi

Massimo ha anche ricordato e rievocato alcuni episodi riferiti alle prime registrazioni del gruppo quando, nonostante la semplicità apparente del brano, fosse stata estremamente difficile e travagliata l’esecuzione nella registrazione. Allora si è riprovato per ore senza successo a far risuonare melodicamente voce e organetto e cembalo, ma nulla da fare.

Alla fine evidentemente non si è desistito e questo canto è stato una presenza costante nelle rappresentazioni e repertorio dei Pitriò’mmia negli anni.

Nella parte conclusiva del suo intervento, Massimo ha osservato, con un sorriso, il paradosso dei tempi attuali: un gruppo nato con tante voci memorabili e alla ricerca di suonatori di organetto, che oggi va alla ricerca di voci mentre, grazie anche a Elia Salvucci, presente all’incontro, esista oggi una generazione di nuovi interpreti delle suonate tradizionali di Petriolo all’organetto, non senza tralasciare il contributo di trasmissione degli eventi promossi dal gruppo negli ultimi anni.

Proprio Elia e tutti gli altri suonatori giovani, con la partecipazione del padrone di casa della manifestazione, Roberto Raponi dei Vincanto, hanno continuato una volta terminati gli interventi con le numerose esecuzioni di pasquelle e canti della tradizione e di festa dando inizio a “A Monsano la Pasquella”.

Nel corso del concerto del Sabato dei Sandalucì, un omaggio sentito al canto trasmesso da Domenico Ciccioli è stato eseguito da Francesco Bufarini, in particolare uno dei canti di lavoro, il Canto a Fienà’; mentre la domenica Massimo Zafrani e Stefano Fabbroni, insieme a Tommaso Gagliardini ed altri accompagnatori hanno eseguito e animato anche con la Pasquella di Petriolo, il Saltarello e la Castellana per le strade di Monsano.


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Ci ha lasciato Dumì, Domenico Ciccioli.

Il 14 dicembre 2024 ci ha lasciati Domenico Ciccioli, per tutti noi “Dumì”, all’età di 87 anni.
Fondatore, voce e memoria dei Pitrió’ mmia, Domenico è stato per oltre cinquant’anni un punto di riferimento per chi ama e vuole tramandare la tradizione popolare di Petriolo e delle Marche.

Quando, alla fine degli anni ’60, un gruppo di uomini e donne di Petriolo decise di riportare in vita i canti e i balli della tradizione, Domenico fu tra i primi a crederci.
Insieme a lui c’erano Lina Marinozzi Lattanzi, Nazareno “Fifo” Saldari, Giuseppe Pierantoni, Nazzareno Pesallaccia che, nel Carnevale del 1970, diedero vita al gruppo Pitrió’ mmia.

Da allora il gruppo si fece portatore e interprete insuperato in innumerevoli rassegne, teatri, occasioni di canti rituali (Pasquella, Cantamaggio, Passione), di balli contadini (saltarello, castellana), di canti di lavoro (Vatocchi, Canti a Mète, a Fienà) e di corteggiamento e festa, diventando un punto di riferimento per la cultura popolare delle Marche.

Domenico ha rappresentato la catena di trasmissione delle tradizioni di canto e ballo del folklore in continuità con il lavoro etno antropologico condotto da Giovanni Ginobili, rappresentando Petriolo e le Marche nei palchi d’Italia e Internazionali.

Le sue canzoni e i lavori del gruppo

Oltre alle innumerevoli esibizioni dal vivo, Domenico ha contribuito a lasciare un vero patrimonio sonoro, insieme ai Pitrió’ mmia, collaborazione con Enti e Fondazioni come i dischi in vinile degli anni ’70 (Albatros, 1974) che fecero conoscere i canti di Petriolo in tutta Italia; le registrazioni per la RAI e per la Cassa di Risparmio di Macerata (1981), curate dal professor Dante Cecchi; il doppio CD “La voce della terra. Canti, storie, cantastorie” (2004), scrigno di memorie e racconti; il doppio CD “Te penzo, me tte sogno, terra mia” (2010), realizzato per i 40 anni del gruppo, con brani inediti e nuove interpretazioni.

Queste opere, insieme ai concerti, ai festival internazionali e alle collaborazioni, sono la testimonianza viva del lavoro di una vita.

Domenico era schivo, ma quando iniziava a cantare o a raccontare un canto diventava inesauribile. Era generoso con i giovani, felice di insegnare, fiero delle proprie radici.
Chi lo ha conosciuto sa che non era solo un cantore, ma un custode di memoria e appassionato portatore della tradizione.

Con la sua scomparsa, Petriolo perde un uomo di straordinaria passione e una voce indimenticabile. Noi, come Pitrió’ mmia, perdiamo il nostro fondatore, ma ritroviamo forza nell’esempio che ci ha lasciato.In questo post di saluto lo ricordiamo con un video dei canti a Méte e Potà, vatocchi che tanto abbiamo amato sentirgli cantare e che ancora oggi sono d’ispirazione per chi si avvicina al canto della tradizione contadina.

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Raccontare per ricordare: L’andìcu Castéllu de Pitrió’

Raccontare per ricordare: L’andìcu Castéllu de Pitrió'

Raccontare per ricordare: L’andìcu Castéllu de Pitrió’

Il Gruppo Teatrale Giovanni Ginobili di Petriolo, in collaborazione col gruppo spontaneo delle tradizioni popolari maceratesi Pitrió’ mmia, l’Associazione Combattenti Petriolo, Pro Loco Petriolo, A.S.D. Le Muse, Corale Bambini, Coro Giovani note “A.B.” ed il Maestro Massimiliano Luciani, con il patrocinio del Comune di Petriolo, presenta il recital di Giandomenico Lisi “Raccontare per ricordare: L’andìcu Castéllu de Pitrió’”.
L’appuntamento è per sabato 5 gennaio 2019 alle ore 21,00 presso il Teatro Comunale.
L’ingresso è libero.

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